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09 novembre 2014 | Arianna Amadori

Luca Pasini, Papu per gli amici, dallo scorso settembre è l’ allenatore dell’Under 12.
Da sempre attivo in oratorio e grande appassionato di sport, è allenatore di pallavolo da cinque anni.
Alla sua prima esperienza con una squadra di giovanissime, dopo i tre set persi a Cesano Maderno, accetta, molto sportivamente, di farsi intervistare.

D: Papu, due belle vittorie e due bruttissime sconfitte. Che cosa sta succedendo?
R: Niente di particolare. Nello sport si vince e si perde, per quanto riguarda i risultati. L’importante è capire dove si sbaglia e imparare dai propri errori. La partita di oggi è stata una buona sconfitta:le avversarie sono una bella realtà pallavolistica e noi abbiamo giocato al meglio delle nostre potenzialità attuali. Ritengo che la nostra sia una squadra in crescita: chi è entrato a far parte del gruppo di recente sta dando grandi soddisfazione, le più “anziane” rispondono bene alle aspettative. Non ingannino i risultati negativi: preferisco sacrificare qualche partita oggi per puntare in alto in un futuro, spero, abbastanza prossimo.
Vorrei che la nostra squadra diventasse la squadra delle tre regole: mia, movimento, sbagliamo per migliorare.
Non me ne vogliano i profani della pallavolo: le ragazze sanno che cosa voglio dire!!!

D: Lo sport in oratorio è una grande risorsa. Lo ha ricordato anche il Papa, recentemente.
Il vostro ruolo è di fondamentale importanza: oltre ad essere allenatori, siete anche educatori.
Come vivi questa esperienza?
R: Nella pallavolo, come in tutti gli altri sport di squadra, si cresce. E si cresce tutti insieme: crescono gli atleti, crescono gli allenatori e – perché no? – crescono un pò anche i genitori.
La cosa fondamentale da portare a casa non è tanto il risultato della partita che, intendiamoci bene, ha la sua importanza, quanto la voglia di condividere un’esperienza e la sensazione di far parte di una squadra che avanza compatta verso un obiettivo comune: quello di migliorare se stessi per far crescere il gruppo. Il nostro sforzo è volto a fare di noi e dei nostri atleti dei bravi cristiani, ma soprattutto dei buoni cittadini, nel significato più alto che si possa dare al termine.

D: Papu, le tre qualità che non dovrebbero mancare in un atleta.
R:Il coraggio, l’altruismo e la capacità di rialzarsi dopo le cadute… che nel nostro caso sono le sconfitte!

D: E quelle che deve assolutamente avere un allenatore?
R: Oltre all’eterna pazienza? Sensibilità, ottimismo e consapevolezza.

D: Una parola gentile per chi?
R: Per Oscar, naturalmente, che insieme a me si mette al servizio della squadra. E per Chiara, per il suo preziosissimo aiuto.

D:Papu, nella pallavolo non esiste il pareggio. Si vince o si perde, cos’è meglio?
R:Tra vincere o perdere? Sicuramente divertirsi…. senza mai perdere l’entusiasmo!

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