Comunicazioni

  • Vincenzo Lopresti Don e allenatori: insieme per vincere 18 aprile 2017 | Vincenzo Lopresti
    Sono passate già un po’ di settimane da quando tutto il direttivo di ASO, insieme a don David, un sabato mattina ha partecipato ad un convegno organizzato dal CSI dal titolo: "Il “don” e gli allenatori: come vincere insieme la sfida educativa”.

    A distanza di qualche settimana proviamo a ritornare alle relazioni ascoltate, per condividerne gli spunti più significativi.
    Il convegno è iniziato con il saluto e il ringraziamento di Franco Stucchi, vicepresidente del CSI Milano, e il nostro Alessandro Raimondi, in veste di consigliere provinciale con delega alla pastorale e sport che ha introdotto i lavori, dando il benvenuto a Mons. Pierantonio Tremolada e don Samuele Marelli.
    Ai due ospiti il nostro Alessandro ha chiesto di offrire alcune riflessioni sul rapporto tra sport e oratorio, la cui dialettica non è mai scontata e semplice, ma di grande importanza per cercare di cogliere con successo la sfida di educare alla vita i ragazzi, in oratorio.
    I due relatori non si sono certo tirati indietro di fronte all’invito e hanno fornito una serie di interessanti spunti per la nostra pratica quotidiana. Vediamoli.

    Monsignor Tremolada ha dichiarato il proprio desiderio di assistere ad un dialogo costante tra i don degli oratori e i dirigenti sportivi, nella convinzione che questo dialogo possa contribuire a costruire una Pastorale dei volti più che delle strutture, nella direzione indicata dal Papa di una Chiesa pìù missionaria, capace di andare incontro alla gente, anche grazie allo sport.
    Il Vescovo ausiliare ha sottolineato come lo sport rappresenti un modo con cui avere a cuore il desiderio forte di vita che i ragazzi provano, e chi si fa carico di questo compito è senza ombra di dubbio un educatore. Mons. Tremolada, durante il suo intervento ha spiegato quali sono i tre passi fondamentali che rendono lo sport educativo: passione, impegno e buone relazioni. Solo coniugando questi elementi lo sport diventa una bella esperienza da vivere e l’oratorio il luogo capace di offrire un orizzonte a tutto questo, diventando la casa che accoglie i ragazzi, grazie ad educatori ed allenatori nel cui volti si riflette il volto di Gesù.
    Il secondo relatore, Don Samuele Marelli, ha iniziato l'intervento dichiarando la propria gratitudine per chi promuove lo sport in oratorio.
    Lo sport, ha affermato il direttore della FOM, è per i nostri oratori una grande risorsa, a patto che sia ben curata, con intelligenza e consapevolezza e la figura dell'allenatore è decisiva perchè fortemente educativa, in quanto è una persona che tenta con lo sport di insegnare la bellezza.
    Don Samuele ha continuato il suo intervento, sottolinenando come ai tanti allenatori che si prendono cura dei nostri ragazzi vanno chieste tre cose importanti:

    1. la consapevolezza di essere educatori.
    2. il coraggio di mettersi in gioco, non per ottenere risultati sportivi ma per sostenere il desiderio di vivere con gioia dei nostri ragazzi
    3. la capacità di comprendere che l’allenatore non è al servizio della propria squadra, ma è parte di una società sportiva di oratorio che crede nello stile della comunità educante.
    Infine, don Samuele ha voluto concludere il proprio intervento ricordando che la comunità deve esprimere una cura pastorale particolare nei confronti degli allenatori, perchè vanno sostenuti nel loro ruolo delicato di educatori. Le società sportive, in collaborazione con il don dell'oratorio, devono quindi proporre, nell’arco della stagione sportiva, momenti di formazione spirituale e pedagogica specifici per gli allenatori e anche lo spazio per incontri individuali. Perchè chi si mette in gioco come allenatore, al servizio del desiderio di vita dei ragazzi, va sostenuto con convinzione.

    Articolo di Andrea Brizzolari, uscito su Voce Amica di Aprile 2017
  • Vincenzo Lopresti sospensione attività 13 aprile 2017 | Vincenzo Lopresti
    Da Giovedì 13 Aprile fino a Lunedì 17 Aprile, ASO' sospenderà tutte le attività, allenamenti e partite per dare a tutti un meritato riposo, partecipare alle proposte della pastorale cittadina preparandosi alla Santa Pasqua.

    A tutte le famiglie dei nostri atleti, ASO' augura di trascorrere una Pasqua con gioia e serenità.

  • Vincenzo Lopresti Il ricordo di Alberto 23 marzo 2017 | Vincenzo Lopresti
    Sabato 18 Marzo è andato in scena il 6 Memorial Alberto Penè, il primo sul nuovo campo. Un Sabato col sole, arricchito dalla gioia dei bambini e dall'allegria delle famiglia: un Sabato di quelli che ad Alberto sarebbero piaciuti tantissimo!

    Prima della consegna dei diplomi ai bambini della scuola Calcio, ASO' ha regalato alla famiglia di Alberto una foto dei "suoi" ragazzi: dietro la foto c'era una lettera che abbiamo deciso di riportare per raccontare Alberto, ancora una volta.

    "Papà tra i papà in punta di piedi si è avvicinato al mondo dello sport in oratorio, ne ha conosciuto ed apprezzato i valori e per amore del figlio ha iniziato mettendosi a disposizione dei bambini del 96 un percorso che lo ha portato a diventare un volontariato di lungo corso in ASO e sostenitore della solidarietà a Cernusco.

    L’entusiasmo per la vita lo accompagnava immancabilmente, bambino tra i bambini e ragazzo tra i ragazzi qualche anno dopo, sempre pronto a incoraggiare, disponibile a quelle che lui chiamava “zingarate”. Un giorno ha portato con se per una gita in liguria un po’ di ragazzi per il piacere di godersi una giornata “rubata” oppure quando vedeva che gli adulti della squadra avevano bisogno di fare squadra pianificava una “fuga” in giornata in compagnia di Mister Cecchi e del “Tremo” per una mangiata in baita delle dolomiti.

    Pur essendo estraneo al calcio ha iniziato e concluso il corso allenatori….. si è speso per i più deboli e per chi si trovava al margine.

    Ha coinvolto i ragazzi in un progetto con la caritas cittadina con raccolta di viveri presso tutte le società sportive cittadine e la distribuzione “diretta” da parte dei ragazzi alle famiglie bisognose della città.

    Sempre sotto traccia, senza tropo clamore, a distanza di 5 anni i “suoi” ragazzi del 96 sono ancora tutti qui, sia quelli che giocano che quelli che semplicemente sono presenti anche senza giocare.

    Manca a tutti ancora tanto e questo ci ricorda che abbiamo avuto la fortuna di fare un tratto di strada con un amico di rara umanità." ASO 96

  • Andrea Brizzolari Gli auguri del presidente del CSI 24 dicembre 2016 | Andrea Brizzolari
    Quando si ricevono delle lettere così, belle e vere, la cosa più giusta da fare è condividerle, perchè possano essere lette dal maggior numero di persone possibile. Con piacere, allora, condivido questa lettera scritta da Massimo Achini, presidente del CSI MIlano, e indirizzata a tutti i presidenti delle società sportive del CSI. Parla di noi e della nostra passione per l'educazione dei ragazzi attraverso lo sport in oratorio.

    Carissimo Presidente,

    a nome del consiglio provinciale vorrei augurare di vero cuore BUON NATALE.

    - A TE ed alla tua famiglia.
    Il tuo servizio nella tua società sportiva è una testimonianza immensa. Fare il Presidente non è un onore. Significa prendersi mille problemi da risolvere e mille grane da affrontare. Solo dentro il significato profondo del Natale si possono trovare le ragioni di una scelta come questa.

    - A ciascuno dei Tuoi DIRIGENTI ed alle loro famiglie
    Fare il dirigente accompagnatore o far parte del direttivo significa "mettersi accanto" alle squadre con mille fatiche e situazioni da affrontare ma con il gusto ed il piacere di orientare il cammino educativo. Solo dentro il significato profondo del Natale si può capire la scelta di tante persone meravigliose come quelle che operano nel tuo gruppo sportivo.

    - A ciascuno dei Tuoi ALLENATORI ed alle loro famiglie.
    Loro vivono la gioia pura di stare "con e tra" in ragazzi. Sono persone che amano i ragazzi più di ogni altra cosa. Lo sport viene dopo. Sono educatori con la E maiuscola. In fondo è Natale ogni volta che inizia un allenamento.

    - A ciascuno dei tuoi ragazzi e delle tue ragazze ed alle loro famiglie
    A loro un regalo di Natale gigante è arrivato quando hanno deciso di iscriversi nella Tua società sportiva. Forse non ne sono consapevoli sino in fondo ma indossare la vostra maglia rende più bella e più vera la loro vita. Ai genitori vorrei dire tante cose, ma dico solo "buon natale" con tutto il cuore.

    - A tutte le persone che danno una mano in società sportiva, a chi lava le maglie (quasi sempre le mamme) a chi sistema il campo, a chi fa il refertista, a chi gonfia i palloni, a chi lava gli spogliatoi. Con la sua testimonianza di servizio permette di vivere lo spirito del Natale per tutto l'anno.

    Auguri di cuore da parte del CSI a tutta la Tua società sportiva.
    Buona pausa nell'attesa di ricominciare più carichi di prima a gennaio.
    É Natale ogni volta che lo sport tira fuori tutte le meravigliose potenzialità educative che ha.

    Il Presidente CSI MILANO
    Massimo Achini
  • Andrea Brizzolari (E') TUTTO VERO 25 aprile 2016 | Andrea Brizzolari
    Abbiamo preso in prestito il titolo della Gazzetta dello Sport che, il 10 luglio del 2006, celebrava così la vittoria del Mondiale di calcio a Berlino, per annunciare una notizia che per noi vale quasi come un titolo mondiale: il si della Diocesi di Milano al progetto del nuova campo da calcio in oratorio Paolo VI.

    Il benestare è arrivato con una telefonata a don Ettore Colombo, un paio di giorni fa. Al telefono, i responsabili degli uffici diocesani che avevano il compito di valutare la bontà tecnica, pastorale ed economica del nostro progetto hanno comunicato a don Ettore il parere favorevole al progetto.
    Dopo la telefonata seguirà un Decreto diocesano che sancirà in modo ufficiale questa scelta.
    Quindi, è tutto vero: il progetto del nuovo campo si farà.
    I bambini e i ragazzi della nostra comunità avranno un nuovo campo su cui giocare.
    Ora tocca a tutti noi, rimboccarci le maniche e rendere concreto questo che fin a qualche mese fa sembrava essere solo un sogno.
    Come fare?
    Le iniziative di raccolta fondi messe in campo sono tante (lotteria, pizzate, adotta una zolla) e in questi mesi verranno proposte e ribadite a tutta la nostra comunità, proprio perché l’impegno non è banale: dobbiamo trovare circa 100 mila euro per finanziare i lavori.

    Ma proprio perché siamo tutti chiamati a sostenere questo progetto, ci sembra opportuno condividere alcune premesse che ci possono aiutare a collocare il progetto del campo in un contesto più ampio. Si, perché non si tratta solo di un campo da calcio ma è molto di più.

    E' un progetto che si inserisce perfettamente nella storia della nostra comunità pastorale di Cernusco sul Naviglio, della quale vogliamo mettere in evidenza tre caratteristiche.
    La generosità
    Iniziamo dalla generosità, che ritroviamo come una costante nella gente della nostra comunità. Ricordiamo qui solo alcuni avvenimenti, tra tanti.
    Le Suore Marcelline all’inizio del 1900 donano il terreno, in via Briantea, per la costruzione del primo Oratorio maschile, inaugurato nell’agosto del 1902 e dedicato ai santi Angeli Custodi.
    Il prestito poi commutato in donazione che agli inizi degli anni 60 don Attilio Valentini, sacerdote cernuschese cappellano alle carceri di Monza, fece alla Parrocchia di San Maria Assunta per acquistare il terreno sul quale sorgerà l’oratorio Paolo VI.
    E più recentemente, come non ricordare due opere come la Palestra in oratorio Paolo VI nel 2007 e la nuova Sacer nel 2012, costruite grazie al contributo generoso di tante famiglie delle nostre parrocchie.

    La progettualità
    Costruire nuovi oratori, nuovi edifici e nuove strutture così come è accaduto nella storia della nostra comunità cernuschese è il segno di una volontà di una chiesa locale che non si lascia spaventare da nuovi progetti. Nuovi progetti che diventano non rinviabili se si sceglie di accettare le sfide che ogni epoca porta con sé. Qui citiamo un passaggio di don Arcangelo Rossignoli, prevosto di Cernusco, che nel 1963, di fronte alla rapida crescita demografica della Cernusco di quegli anni, poneva all’attenzione dei fedeli cernuschesi la necessità di costituire una nuova parrocchia: “È questa l’opera delle opere alla quale invito a dare tutti gli sforzi. La famiglia parrocchiale è aumentata rapidamente e continua nella sua espansione. Necessita urgentemente una nuova parrocchia verso viale Assunta: chiesa, casa parrocchiale, casa del coadiutore, oratorio maschile e femminile. Non c’è ancora il terreno. Si stanno facendo le pratiche per l’acquisto"

    La passione per l’educazione dei nostri ragazzi

    L’oratorio Paolo VI, dove sorgerà il nostro nuovo campo da calcio, quando nasce nella primavera del 1968, muove i primi passi da un progetto educativo che pone al centro “l’esigenza di un ambiente che aiuti la conversione personale: quindi l’oratorio non è più un semplice luogo di ritrovo e di svariate attività ma una comunità di ragazzi e giovani che insieme vogliono vivere un’autentica esperienza di Chiesa”.
    A distanza di quasi 50 anni ASO, l’Unione Pastorale Giovanile di Cernusco e la Comunità pastorale Maria di Nazareth sono mossi dalla stessa passione: vivere come comunità che educa i ragazzi alla vita sull’esempio di Gesù.

    L’opera del nuovo campo di calcio che ci accingiamo a realizzare si colloca pienamente all’interno della storia della nostra comunità, di cui abbiamo provato a ricordarne alcuni tratti.

    La sua realizzazione chiama in causa tutti e tre queste caratteristiche: la generosità, la progettualità e la passione educativa.
    La generosità, dal momento che tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo economico, di tempo e di idee per la realizzazione di questo progetto.
    La progettualità come capacità di una comunità che decide di investire sulle proprie strutture per dare ai propri ragazzi la possibilità di praticare sport in impianti moderni e sicuri
    lnfine, la passione educativa: l’aspetto più importante. A muoverci è la voglia di metterci al servizio dei nostri ragazzi per dare loro la possibilità di crescere in ambienti attenti a loro e alle loro esigenze.

    Ora tocca noi. Possiamo scrivere un nuovo capitolo della storia della nostra comunità cernuschese.
    Non stiamo costruendo solo un campo, ma molto di più. Si tratta della nostra capacità di lavorare insieme per essere comunità al servizio dei nostri ragazzi.