Da Cernusco a Yaoundé: lo sport che unisce

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Tre giovani allenatori ASO in missione in Camerun con CSI per il Mondo

Questa estate tre giovani allenatori di ASO – Federica, Simone e Sofia – hanno vissuto un’esperienza unica a Yaoundé, in Camerun, insieme al progetto CSI per il Mondo. Un viaggio che ha portato palloni, sorrisi e giochi ai bambini delle baraccopoli africane, ma che ha restituito a tutti noi uno sguardo nuovo, più profondo, sul significato dello sport e della vita.

Per ASO questa non è una parentesi da chiudere, ma un nuovo inizio. Con loro vogliamo capire come proseguire su questa strada, perché lo sport, quando diventa servizio, diventa anche ponte, speranza e futuro.

Grazie ragazzi: avete portato un pezzo di ASO fino a Yaoundé e ora riportate a casa un dono prezioso per tutta la nostra comunità.


La missione

Tre settimane intense in Camerun: 5 volontari (3 dall’Aso e 2 dall’Ascot Triante), accompagnati da Massimo Achini, presidente CSI Milano, e da Valentina Piazza, responsabile della Fondazione CSI per il Mondo.

Un itinerario tra quartieri difficili come Emombo, Essos, Kondengui, Mvog-adá e villaggi sperduti come Ntoui e Nkometou. In quei giorni sono stati formati 15 giovani camerunensi e sono stati incontrati oltre 300 bambini. Sport, balli, giochi, sorrisi e corse si sono alternati senza sosta.

Eppure nessun numero può restituire davvero ciò che è stato vissuto. Solo le parole dei protagonisti sanno raccontarlo.


Dal diario di Federica

“All’inizio mi chiedevo come fosse possibile vivere in un simile degrado. Poi la domanda è cambiata: non più come fanno a vivere?, ma cosa pensano loro della propria vita?
Per loro questa è vita vera. Con il CSC e il CSI stanno crescendo, e fanno crescere anche i più piccoli. Stanno vivendo vita vera.”


Dal diario di Simone

“Siamo abituati a misurare tutto in termini di successo o fallimento. In Camerun ho capito che il vero valore non è solo raggiungere l’obiettivo, ma impegnarsi fino in fondo e trasmettere agli altri la passione.
Anche quando la stanchezza si fa sentire, basta un sorriso di un bambino o un grazie di una mamma per capire che ne è valsa la pena.”


Dal diario di Sofia

“Si parte pensando di lasciare un segno, ma alla fine il segno te lo lasciano gli altri.
L’Africa è la terra delle contraddizioni: ti indigni e ti arrabbi, ma allo stesso tempo ti innamori della forza e dell’entusiasmo dei giovani camerunensi.
Lo sport qui trasforma, educa, fa sognare.
Oggi sento di aver lasciato un pezzo di me a Yaoundé, ma forse è il Camerun che si è preso tanto di me.”


Un’esperienza che continua

L’avventura di Federica, Simone e Sofia non è solo una memoria di viaggio, ma un dono per tutta ASO. Le loro parole ci ricordano che lo sport non è solo competizione: è cura, responsabilità, comunità.

Da questa esperienza vogliamo ripartire, perché quando lo sport diventa missione sa davvero cambiare la vita.